Il Museo Archeologico Nazionale Antonio Salinas di Palermo
Il museo archeologico Antonio Salinas ha sede nel palazzo che fu la Casa dei Padri Filippini
Nel 1866, con le leggi di abolizione degli ordini religiosi accadde anche a Palermo ciò che ricorreva in quegli anni in tutta l’Italia unita: la Casa dei Padri Filippini nel complesso monumentale dell’Olivella che comprende anche la chiesa di Sant’Ignazio e l’adiacente Oratorio, un complesso architettonico iniziato sul finire del 16º secolo sul progetto di Antonio Muttone e completato nel 17º secolo, fu requisito e divenne sede del Museo Nazionale che, per la ricchezza delle sue raccolte, è uno dei più importanti musei d’Italia.
Dopo la seconda guerra mondiale un’intera ala del secentesco palazzo annientata dai bombardamenti fu riedificata e vi furono introdotti alcuni elementi architettonici provenienti da diversi palazzi di Palermo; ma le opere della sezione medioevale moderna furono trasferite al palazzo Abatellis, nella nuova Galleria Nazionale, i manufatti d’interesse antropologico al museo etnografico “Giuseppe Pitrè” e gli oggetti e le opere dell’ottocento alla Galleria d’Arte Moderna. Il complesso dell’Olivella, riordinato, divenne solo museo archeologico, oggi intestato alla memoria di Antonio Salinas, numismatico e archeologo. L’aspetto attuale del museo Antonio Salinas, con i suoi romantici cortili-giardino, con l’affollamento dei ritrovamenti sui muri del chiostro, con i pavimenti anni ‘50 di marmi pregiati, è assai affascinante.
Il centro più antico del museo Antonio Salinas è costituito dalle raccolte del museo dell’Università, istituito nel 1814. Fanno parte di questo deposito le eccezionali sculture arcaiche e classiche provenienti da Selinunte: le tre metope del Tempio C recuperate in frammenti, nel 1823, dagli architetti inglesi Harris e Angell, che racchiude alcuni originali di scultura greca fra cui un frammento della lastra VIII del Partenone.
I reali borbonici contribuirono a migliorare le collezioni offrendo materiali campani e siciliani. In particolare, Francesco I fece dono al museo di terrecotte e bronzi, fra cui il celebre gruppo bronzeo di Eracle che abbatte la cerva, copia romana da un originale di Lisippo; Ferdinando II donò, fra l’altro, il Satiro Versante da Torre del Greco (copia romana da un originale di Prassitele) e alcuni dipinti pompeiani.
Le collezioni del museo Antonio Salinas riflettono, dunque, il collezionismo sette-ottocentesco, in alcuni casi di origine non siciliana, e la stessa storia della città di Palermo, con reperti provenienti da diversi edifici cittadini, dalle soppresse istituzioni religiose e da collezioni antiquarie di proprietà ecclesiastica. Tre sale sono destinate alla collezione etrusca di Pietro Bonci Casuccini da Chiusi: sculture, ceramiche e metalli messi in vendita dai nipoti del fondatore. Acquistata nel 1865, anche per l’intervento del palermitano Michele Amari, allora Ministro dell’Istruzione, venne destinata al Regio Museo Archeologico di Palermo per la disponibilità di spazi espositivi adeguati.
Questa ricchezza collezionistica, peculiare dell’archeologia siciliana dell’ottocento, dovrebbe trovare espressione nel nuovo allestimento del museo Antonio Salinas.
Per tutto il novecento, poi, a seguito delle molteplici campagne di scavo condotte su tutti i territori archeologici della Sicilia, questo, che allora era l’unico importante museo dell’isola, definito a tutti gli effetti “nazionale”, diventò il luogo di raccolta dei reperti principali. Le odierne sale raccolgono, infatti, oggetti e sculture provenienti da Selinunte, Megara Hyblea, Tindari, Solunto, Camarina, Agrigento, Siracusa; i mosaici staccati dalle ville romane di piazza Vittoria a Palermo, allestiti nella vasta sala del secondo piano; il grande ariete in bronzo del terzo secolo a.C. da Siracusa; i reperti provenienti da Himera, con la ricostruzione del cornicione del fianco del Tempio di Athena con i gocciolatoi a testa leonina. Di recente il museo Antonio Salinas ha recuperato nei depositi molti altri frammenti della metope di Selinunte provenienti da vecchi scavi: oggi è possibile una loro ricomposizione che, nel futuro riallestimento, potrebbe arricchire di molto la sala specifica. Prima della chiusura per restauri, le attrezzature espositive del museo, il percorso, l’aspetto estetico delle sale erano molto degradati, con vetrine degne solo di un deposito.
Del patrimonio e dei servizi del museo fanno parte anche un fondo librario antico, una ricca biblioteca specializzata in archeologia, una preziosa fototeca, che documenta anche le antiche campagne di scavo, e una raccolta di stampe da collezioni private.
L’attuale ordinamento non segue un criterio univoco, data l’eterogeneità delle collezioni dovuta alla formazione ottocentesca del museo. I criteri dominanti dell’esposizione, articolata su tre piani, sono, infatti, quelli tipologici e topografici.
Il percorso del museo Antonio Salinas oggi si svolge sui tre piani dell’antico convento, iniziando dal primo cortile, atrio, e dal chiostro grande:
PIANO TERRA
Chiostro minore con Fontana del Tritone;
Portici Pannelli illustrativi: lavori di restauro in corso, le origini del Museo Antonio Salinas al tempo dell’impresa dei Mille (documenti tratti dall’Archivio storico del Museo), Collezione subacquea (anfore e ancore), sarcofagi e statue romane, Saletta con con reperti fenicio-punici (grandi sarcofagi antropoidi da Pizzo Cannita, stele votiva punica da Lilibeo e Torso di Mozia), reperti egizi (il frammento di iscrizione gerogiflica noto come Pietra di Palermo, statua del Principe Bes, stele funeraria).
PIANO PRIMO
Selezione di statuette, frammenti ceramici figurati a stele votive dal Santuario della Malaphoros di Selinunte, Sala della scultura romana con affreschi parietali tratti dalle ville romane di Solunto e mosaico delle Quattro Stagioni da Lilibeo, Sala della scultura greca con frammento del fregio del Partenone, Decreto di Entella, edicole funerarie da Lilibeo, reperti da Solunto, corredi dalla necropoli punica di Palermo, maioliche del XVII-XVIII sec. d.C.
PIANO SECONDO
Sezione preistoria, Sezione della ceramica corinzia, greca, italiota.
Bellissime le opere nella grande sala dedicata ai templi di Selinunte, che da sola rende il museo imperdibile. Aggirarsi tra le divinità della Grecia più antica è un’esperienza senza paragoni. E le domande che affiorano alla coscienza sono così avvincenti che nemmeno le tante ricerche e spiegazioni date dalla storiografia specialistica e la presenza in questa sala della tavola Selinuntina, che racconta la ricchezza dei culti della città, riescono a dare tutte le risposte.
Dal 18 Luglio 2011 il Museo “Antonio Salinas” di Palermo, così come accennato sopra, è chiuso al pubblico per consentire il procedere dei lavori di ristrutturazione dell’edificio.

